
BREAKING: The US Government has begun refunding up to $166 billion in tariffs charged under President Trump after the Supreme Court ruled the policy unlawful.
— The Kobeissi Letter (@KobeissiLetter) April 20, 2026
Beginning today, businesses can file claims through a new customs system.
Over 330,000 importers across 53 million… pic.twitter.com/WVdYIfyrPU
La notizia:
ULTIM’ORA: Il governo degli Stati Uniti ha iniziato a rimborsare fino a 166 miliardi di dollari in dazi applicati sotto la presidenza Trump, dopo che la Corte Suprema ha dichiarato illegittima tale politica.
A partire da oggi, le imprese possono presentare le richieste di rimborso attraverso un nuovo sistema doganale.
Si stima che oltre 330.000 importatori, per un totale di 53 milioni di spedizioni, abbiano diritto al rimborso.
Una volta approvati, i rimborsi comprensivi di interessi saranno pagati entro un termine di 60-90 giorni.
Un breve commento
Il classico valzer di Washington: prima si alzano muri doganali come se fossero l’unica soluzione ai mali del mondo, poi la Corte Suprema si sveglia con qualche anno di ritardo e ammette che, ops, era tutto illegale.
In pratica, il governo americano ha usato le imprese come un bancomat a tasso zero per anni, e ora restituisce il malloppo (con gli interessi, gentilissimi) mentre il resto del pianeta ha già riorganizzato le filiere o è fallito nel frattempo. È l’essenza della politica estera USA: agire d’impulso, destabilizzare i mercati globali “per principio” e poi ripulire il casino con un nuovo portale web e tanta burocrazia.
D’altronde, niente dice “stabilità internazionale” come cambiare le regole del gioco, fare fallire i concorrenti e poi chiedere scusa con un bel bonifico.
Il “Pizzo” di Stato sui Semiconduttori (2024-2026)
L’uso illegittimo dell’IEEPA (International Emergency Economic Powers Act) per imporre dazi ha operato come un sovraccarico forzato sulla BOM (Bill of Materials) di ogni progetto IoT sviluppato o importato in USA negli ultimi due anni.
L’impatto sulla BOM
Mentre il mercato dei semiconduttori affrontava la transizione verso l’AI, i dazi “Trumpiani” hanno aggiunto un peso morto del 10-25% sui componenti base.
Moduli Radio (LTE-M, NB-IoT): I rincari non sono stati assorbiti dai distributori ma ribaltati direttamente sull’utente finale. Per piccoli lotti (1k-5k unità), il costo unitario è salito mediamente di $2.50 - $4.00, rendendo molti nodi sensori economicamente non sostenibili.
Microcontrollori & Flash: Anche se i prezzi di produzione calavano (grazie alla sovrapproduzione post-2023), i dazi hanno mantenuto i prezzi “import” artificialmente alti, impedendo il naturale ribasso tecnologico.
Lo scenario del Rimborso ad Aprile 2026
La Corte Suprema ha sancito che 166 miliardi di dollari devono tornare indietro. Ma ecco il trucco per chi fa hardware:
Chi incassa? I rimborsi vanno all’Importer of Record (solitamente i grandi distributori come Mouser, Digikey, o i system integrator).
Il paradosso del CFO: Secondo i sondaggi attuali, nessuna azienda ha intenzione di ribassare i prezzi di listino retroattivamente o rimborsare i clienti finali (voi). Il rimborso verrà usato per sanare i bilanci aziendali, non per abbassare il costo del tuo prossimo gateway IoT.
L’instabilità normativa è un rischio tecnico tanto quanto un bug nel firmware. In linea con le migliori practice Siemens per l’IoT industriale, la gestione della supply chain deve essere “agnostica” rispetto alla geografia politica:
Il Verdetto:
Il governo ha prelevato forzosamente capitale operativo dalle startup hardware per anni. Ora che la giustizia ammette l’errore, il sistema doganale CAPE (il nuovo portale di rimborso) servirà solo a restituire liquidità ai giganti della distribuzione, mentre gli sviluppatori hanno già pagato il prezzo del caos con progetti cancellati o margini azzerati. La sovranità tecnologica si ottiene solo quando il tuo hardware è immune ai capricci di un tribunale di Washington o di un tweet presidenziale.